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VILLA
GAIA GANDINI
Villa
Gaia, così denominata nella seconda metà del Quattrocento
per il carattere delle feste che vi si tenevano, è uno
dei più antichi edifici lungo i Navigli, ed anzi è
tra i primi con caratteri di Villa in Lombardia e tra i più
ricchi di ricordi storici.
Parte della costruzione di Villa Gaia Gandini è comunque
di epoca anteriore, come dimostrano le tracce di finestre archiacute
ritrivate sotto intonaco, ma, fu il conte Vitaliano Borromeo a
renderla maestosa. La proprietà passò quindi al
nobile Filippo Borromeo del fu conte Vitaliano e consorte di Francesca
Visconti e poi ai figli.
Fu in tale epoca (Ottobre 1481, come risulta da alcuni documenti),
che Bona di Savoia, già vedova del Duca Gaelazzo Maria
Sforza, soggiornando nel castello di Abbiategrasso, quasi prigioniera
di Ludovico il Moro, venne con le sue Dame e cortigiani a Robecco
ospite di Giovanni Borromeo.
Quest'ultimo, con il fratello Vitaliano, sposato ma senza figli,
lasciò in eredità Villa Gaia al nipote Ludovico
Visconti con l'obbligo ai discendenti di assumere il cognome di
Borromeo e di qui dunque l'origine dei Visconti-Borromeo.
Passò poi in eredità ai Biglia, mecenati di Andrea
Appiani, e quindi ai Confalonieri tra cui il Federico, noto cospiratore.
Nella seconda metà dell'Ottocento fu venduta ai Decio -
Garbini ed in seguito ai Gandini.
Come
arrivare a Villa Gaia Gandini
Sulla sponda destra del Naviglio Grande, in quel di Robecco, all'altezza
del ponticello pedonale, si nota per la sua maestosità
Villa Gaia appartenuta alla fine del '400 ai Borromeo, poi Visconti
Borromeo ora Gandini.
Sono splendidi, sulla facciata prospiciente la terrazza sul canale,
i suoi balconcini in ferro battuto, e le sue finte cornici architettoniche.
E' splendida anche la balaustra settecentesca in ferro battuto
e pietra molera, capolavoro nel suo genere, terminate con la sinuosa
scalinata dell'imbarcadero.
Il portone d'ingresso su via Matteotti, si affaccia su una esedra
settecentesca e la facciata è decorata con begne, fasce
e trofei del '500.
Si entra quindi nel cortile principale, rarissimo esempio rinascimentale,
con il portico sui tre lati, soffitto in legno e pareti affrescate
a grottesce del '500.
Tutto da ammirare l'interno, i suoi ampi saloni, che rivelano
tutta la successione delle epoche e degli stili con eccezionali
soffitti settecenteschi a passasotto e decorazioni a grisaglia
dell'Appiani.
Un esteso parco, prospettico alla facciata interna, con due viali
laterali alberati, ornati da antiche statue, è degna cornice
del magnifico edificio.
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